La sedia del custode

di Bahaa Trabelsi

A Casablanca, città in cui si mescolano valori moderni e tradizionali, un serial killer firma i suoi delitti con una citazione del Corano, convinto di essere il designato da Dio per epurare la città dai suoi miscredenti.

“Sono un erede. Sono venuto a sostituire mio padre. Lui era custode nel quartiere residenziale Racine di Casablanca….  Uomini corrotti, donne adultere, ladri, peccatori, Casablanca è la Sodoma e Gomorra del ventunesimo secolo.”

L’uomo, originario del profondo Sud del Marocco, è convinto di detenere tutta la verità ed è divorato da un odio profondo per coloro che per il loro comportamento considera empi: li scruta di continuo dalla sua sedia di custode, trasformata in un punto di osservazione e di controllo del quartiere di lusso dove lavora.

L’inchiesta sull’insospettabile serial killer è condotta da un commissario un po’ depresso, che ama bere: questi, durante le indagini conosce Rita, una giornalista curiosa ed emancipata che vive sospesa fra due culture, quella occidentale e quella marocchina. L’anonimo pluriomicida continuerà le sue gesta? E Rita non sarà forse un obiettivo ideale per il solitario psicopatico?