Annie Haynes nacque nel 1865 nel Leicestershire, figlia di un fabbro che abbandonò presto la famiglia. Poco si sa di quel periodo della sua vita in cui visse con la madre. Il grande cambiamento avvenne nel 1908 con il trasferimento a Londra, dove entrò in contatto con i circoli letterari e femministi. Nel 1923 ebbe inizio la sua vera carriera di scrittrice che, come commenta Ada Heather, fu subito connotata da un forte interesse per le storie gialle e la psicologia criminale: “capace di fare miglia in bicicletta per andare a vedere di persona la scena dell’omicidio Luard (Caroline Luard fu trovata morta nella casa di villeggiatura in un villaggio del Kent)” o di “intrufolarsi nella cantina dove furono trovati i resti della moglie di Crippen, assistendo poi al processo del marito”. L’interesse e le conoscenze che acquisì durante queste indagini scientifiche le furono utili in molti dei suoi libri. Ne scrisse dodici in pochi anni.

Nel 1923 in un articolo dell’autorevole The Illustrated London News Annie Haynes fu nominata tra le scrittrici di detective fiction più capaci dell’epoca insieme a Isabel Ostrander, Carolyn Wells e naturalmente Agatha Christie, tutte a contendere l’alloro al creatore di Sherlock Holmes per spirito e ingegnosità.
Purtroppo la morte prematura contribuì a farla dimenticare e già negli anni Trenta i suoi libri non erano più stampati.