di Auguste Groner
Siamo a Vienna agli inizi del Novecento e Therese Schubert, una vedova benestante, viene trovata morta nel suo appartamento. Inizialmente si pensa che il crimine sia stato commesso a scopo di rapina e che in qualche modo siano coinvolti il fidanzato della nipote e il fratellastro del giovane. Nell’indagine si inserisce Joseph Müller, un tempo in servizio nella polizia asburgica e ora pensionato. Il suo superiore lo ha richiamato perché confida nelle sue doti di attento osservatore, nelle sue capacità deduttive ma anche nella sua abilità di immedesimazione nelle varie situazioni, traendo il massimo dai suoi interlocutori. La traccia che lo porterà a risolvere il caso sarà un Mercurio rosso, un francobollo di grande valore e molto raro in Europa, usato all’epoca per l’invio dei giornali: la vittima ne possedeva infatti un esemplare. Da questo semplice indizio Müller riuscirà a ricostruire l’intera vicenda, non dopo diversi viaggi che lo porteranno fino a Trieste, all’epoca territorio austriaco. Auguste Groner non solo sa costruire una trama ricca di particolari psicologici, ma ci offre una densa descrizione del mondo della borghesia e della piccola nobiltà agli inizi del Ventesimo secolo e di come, dietro una facciata di rispettabilità e decoro, irrompa all’improvviso il crimine per svelare i lati oscuri di quel mondo.
