Nella placida campagna inglese, dove sorge l’antica Abbazia di Wissingham, Merle, una giovane e bella ereditiera di origine australiana, viene ritrovata senza vita dopo una regata. L’amica, Daria Lane, da poco rientrata da un lungo soggiorno in Italia, non si dà pace e non crede alla facile soluzione proposta dalla polizia, che attribuisce la morte a una rapina finita male da parte di un vagabondo. Determinata a trovare il vero colpevole, la giovane indaga dunque sulla nobile e antica famiglia decaduta, di cui Merle è entrata a far parte sposando Leonard e portando in dote un sostanzioso patrimonio, che ha permesso di salvare l’antica magione e i suoi possedimenti dalla rovina. Ma Diana riuscirà ad arrivare a una conclusione nella sua personale inchiesta? Oppure la sua testardaggine la porterà solo a vivere esperienze spiacevoli e la verità sarà quella sostenuta dalla polizia: un criminale non può annidarsi tra i membri di una casata che da secoli dà lustro alla contea?
Un romanzo della Golden Age, scritto negli anni Trenta, che racconta di un classico delitto perpetrato nella campagna inglese con personaggi appartenenti alle varie classi sociali, e uno sguardo sul mondo esclusivo dell’upper class, fatto di rigide regole e formalità.
Nella placida campagna inglese, dove sorge l’antica Abbazia di Wissingham, Merle, una giovane e bella ereditiera di origine australiana, sposata a un nobile decaduto, viene ritrovata senza vita dopo una regata.
Ecco i link con qualche estratto delle recensioni
Un piccolo gioiello. Il romanzo di Editha Aceituna Griffin – scrittrice nata a Gibilterra nel 1876 e morta a Kensington nel 1949, autrice di oltre dodici romanzi tra gialli e romanzi storici, che hanno trovato risonanza anche in Australia – è un piccolo capolavoro che, scritto intorno agli anni Trenta del secolo scorso – la Golden Age, per intenderci – presenta un ritratto della campagna inglese del tempo, su cui si muovono personaggi che rappresentano le vari classi sociali dell’epoca, con le loro caratteristiche, regole e formalismi. In un borgo di campagna, uno di quelli in cui si sa tutto di tutti – e quel che non si sa si inventa – arriva come un ciclone un nuovo personaggio, che scompagina nel profondo la fissità di una delle famiglie più in vista del paese.
mangialibri
Leggendo questo romanzo stentiamo a credere che l’autrice, Editha Aceituna Griffin, sia nata nel 1876 e morta nel 1949 perché la sua scrittura, grazie al suo stile e alle scelte lessicali che rendono il suo linguaggio concreto, molto fisico e diretto pare scritto oggi.
Il merito va anche alla magistrale traduzione di Costanza Masetti e alla Casa Editrice Le Assassine che ancora una volta ci permettono di leggere autrici straniere.
contornidinoir
Mi è piaciuto anche che, contrariamente a quanto succede in diversi gialli e thriller contemporanei scritti da donne, la lente d’ingrandimento dell’autrice non si soffermi sulla sua bravura o le sue fragilità o sul suo passato, ma ci mostri abilità ed emozioni attraverso i fatti. Di Daria conosciamo a malapena le fattezze fisiche; di molte protagoniste contemporanee sappiamo anche dove hanno i nei.Sinceramente è un focus sull’azione che apprezzo molto, essendo io cresciuta a pane e Agatha Christie.
chilidilibri