Facciamo la conoscenza di Solène Bakowski, riprendendo alcune risposte che l’autrice ha dato a Les Polars du Chat, un’associazione francese che si occupa di letteratura gialla.
Mi chiamo Solène Bakowski, Bakowski è il nome di mio marito. Sono sposata (con un uomo formidabile) e sono mamma di una bambina di quasi nove anni. Vivo a Parigi, dove sono nata nel 1981. A casa mia non c’erano molti libri e non ricordo che si leggesse, ma io ho sviluppato un amore feroce per la lettura, e anche per la scrittura, già a partire dai sette anni: scrivevo pezzi teatrali che facevo interpretare ai miei compagni di classe o articoli per giornali scolastici. Nell’adolescenza ho divorato tutti i classici e poi i moderni, e ancora oggi sono una lettrice onnivora, basta che quello che leggo mi coinvolga. Dopo essermi occupata del sistema educativo per un’associazione impegnata nel suo miglioramento e avere anche insegnato a scuola, quest’anno mi sono fatto un grande regalo: mi occupo solo della scrittura. Ora tutta la mia vita ruota attorno a essa, e se smetto mi sento male, come se fosse una medicina di cui mi serve una dose quotidiana.

Quanto a quello che ho scritto, il mio primo romanzo pubblicato non è il primo che ho scritto, in realtà è il secondo manoscritto che fu subito accettato da un editore svizzero. All’epoca ne fui felicissima e giravo per le librerie a fotografare il mio libro sugli scaffali, ma poi ho capito, contrariamente a ciò che si pensa, che la pubblicazione in libreria non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza di un’avventura a volte più complicata. Con La borsa, le cose sono andate diversamente. Ho deciso di autopubblicarmi su Amazon, perché nessuno sembrava credere in quel testo. Feci bene, perché nel giro di qualche mese ho incontrato il favore di più di 15.000 lettori, ed è grazie a loro che sono arrivata al mio editore attuale, Bragelonne/Milady. E poi il premio speciale della giuria di Amazon nel 2015 è stato l’avvio di un periodo molto gratificante per me.