Negozio

Pagine 256
Prezzo brossura € 18
ISBN 9788894979-53-4

Chi ha ucciso l’ayatollah Kanuni?

18,00 

COD 9788894979-53-4 Categoria

di Naïri Nahapétian

Teheran, giugno 2005. Alla vigilia di un’elezione destinata a irrigidire il potere religioso con la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad, l’ayatollah Kanuni — giudice potentissimo e volto della repressione — viene trovato assassinato nel suo ufficio al Palazzo di Giustizia. La sua morte apre una crepa nel regime: la lista dei possibili colpevoli è lunga quanto la memoria del Paese: dai mujaheddin del popolo agli ex fedayin, fino ai vari nemici interni del sistema stesso, tuttavia basta trovarsi non lontano dal luogo del delitto per essere sospettati. È quello che succede a Narek Djamshid, un giovane reporter venuto dalla Francia per scrivere un articolo sul Paese in cui era nato, e a Leila Tabihi femminista islamica, apparentemente intoccabile, perché il padre era un’eminente personalità della Rivoluzione. I due vengono così arrestati, e partendo dalla loro detenzione emerge un Iran attraversato da tensioni sociali, ambizioni soffocate, giochi di potere che si consumano dietro porte chiuse. L’indagine non sembra fatta per far luce sull’omicidio, rivela invece un meccanismo che si alimenta di opacità, dove la verità è un territorio instabile e spesso inaccessibile.
Un romanzo noir che usa le convenzioni del poliziesco come pretesto per guardare dentro un sistema che teme la luce, e restituisce il ritratto di un Paese in bilico tra modernità e repressione.

Teheran, giugno 2005. Alla vigilia di un’elezione destinata a irrigidire il potere religioso, l’ayatollah Kanuni — giudice potentissimo e volto della repressione — viene trovato assassinato nel suo ufficio al Palazzo di Giustizia. La sua morte apre una crepa nel regime: la lista dei possibili colpevoli è lunga quanto la memoria del Paese.

Ecco qualche estratto delle recensioni

l romanzo poliziesco appare spesso come il mezzo migliore per illustrare a un vasto pubblico la situazione sociale e politica di un Paese. È proprio ciò che fa Naïri Nahapétian in questo romanzo, che per la prima volta colloca l’Iran sulla mappa mondiale del romanzo poliziesco.
Gérard Meudal, Le Monde, 8 aprile 2009

Un giallo per sfatare i luoghi comuni riduttivi sull’Iran di oggi.
Le Canard enchainé