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Pagine 400
Prezzo brossura € 21,00
ISBN 9788894979473

Stai zitta

21,00 

COD ISBN 9788894979473 Categoria

La storia si svolge a Borough Park, un quartiere di Brooklyn abitato da una comunità ebraica chassidica. La voce narrante, Gittel, è alternativamente una bambina di nove anni e una giovanissima donna che, sposata da poco, finalmente riuscirà a rivelare e denunciare quanto era accaduto molti anni prima: la causa della morte di Devory, la sua amica del cuore.
Gittel e Devory sono infatti amiche praticamente dalla nascita e le rispettive famiglie si conoscono da sempre. Devory è intelligente, sensibile, divertente, ama leggere (cosa che non tutti approvavano in una bambina di quella comunità) ed è un po’ ribelle. Ma a un certo punto persino Gittel non riesce a ignorare gli imprevedibili sbalzi d’umore dell’amica, che i genitori spiegano come il comportamento di una bambina problematica. Ma Gittel vorrebbe capire cosa rende Devory così strana e inquieta e lo capirà appieno solo dopo anni, trovandosi così non solo davanti alla difficoltà di non sapere a chi rivolgersi, ma anche alla paura di infrangere la legge della comunità.

La voce narrante, Gittel, è alternativamente una bambina di nove anni e una giovanissima donna, che, sposata da poco, finalmente riesce a capire e a denunciare quanto era accaduto molti anni prima nel mondo chiuso della comunità ultraortodossa chassidica a cui appartiene.

Ecco i link con qualche estratto delle recensioni

Del libro è autrice Judy Brown che ha sfidato la propria comunità per portare alla luce la storia vera di una bambina abusata nella comunità chassidica in cui lei stessa è cresciuta.  E infatti l’ha pubblicata inizialmente con lo pseudonimo Eishes Chayil, che significa Donna di Valore, vale a dire una donna che ha molti figli e lavora per mantenere loro e anche il marito, che deve invece dedicarsi per tutta la vita esclusivamente alla lettura della Torah e alla preghiera, unico modo per salvare gli ebrei dalla corruzione del mondo dei goy, i cristiani. “Stai zitta”, appunto, come recita il titolo, “Hush”, in inglese. Poi Judy Brown ha trovato il coraggio di parlare e infatti nel frontespizio del testo scrive: “Per chi ha detto che non dovevo. Per chi ha detto che non potevo. Per chi ha detto che non avrei osato. E per i bambini che soffrono”.
letteratemagazine

Non è stato semplice recensire questo lungo e intenso romanzo perché le emozioni che ho provato hanno sentito la necessità di sedimentare dentro di me e, una volta arrivate in basso, hanno avuto bisogno di una forte spinta verso l’alto per trasformarsi in parole.
contornidinoir

Molti i simboli di una realtà chiusa che saranno raccontati in maniera sapiente dall’autrice: è il caso dello shtreimel, ovvero il cappello di tradizione che rende un ebreo giusto. Nella comunità chassidica, ogni ebreo giusto lo indossa di sabato, che faccia caldo o freddo. Ciò che sottolinea l’autrice in maniera forte sono senz’altro le differenze che i chassidi intendono rimarcare tra gli ebrei e i goyim, ovvero i non ebrei.
lafolla